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The Round Table - Conosciamo Justin Bonomo

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Ha appena ventidue anni e ha già vinto somme da capogiro. Justin Bonomo parla con noi di un pò di tutto: dalla strategia agli alti e bassi del poker.

KL: Dove sei nato?


Justin: Sono cresciuto a Fairfax, appena fuori Washington DC.

KL: Come hai iniziato con il poker?


Justin:
Giocavo a poker una volta ogni due mesi con il mio padrino. Giocavamo five card draw, tanto per giocare ma niente di serio. Quando però ho iniziato a giocare con gente più forte non mi ci è voluto troppo tempo per mettermi alla pari.

KL: Sei un giocatore di'istinto, uno che ha il dono per il gioco o sei un autodidatta?


Justin: Non è stato assolutamente una cosa naturale per me. Ho imparato tutto quello che potevo; ho studiato tutto quello che dovevo sapere. Ho passato davvero tanto tempo ad analizzare situazioni dal punto di vista matematico da solo e poi ne discutevo con altri giocatori. Ho decisamente imparato in un modo scolastico.

KL: Qual'è la tua più grande debolezza nel poker?


Justin: L'anno scorso, una delle mie più grandi debolezze è diventata una delle mie armi più forti: generalmente complico troppo alcune situazioni in cui do troppo credito ai miei avversaril li sopravvaluto. Penso di essermi messo davvero in situazioni davvero strane e credo di aver imparato molto anche da questi errori.

KL: Qual'è stato il tuo più grande successo?


Justin: Non c'è in realtà un risultato di cui io sia davvero orgoglioso, ai tavoli finali credo di aver fatto più soldi di quella che sarebbe dovuta essere la mia giusta parte, quindi penso di scegliere questo.

KL: Come fai a raccogliere informazioni così buone dai tuoi avversari?

Justin:
Non è neanche molto il modo in cui giocano le loro mani; stereotipizzo molto i giocatori. Controllo come si comportano con le loro chips. Generalmente puoi capire dalla personalità di qualcuno se sarà aggressivo, se è un giocatore a cui piace il bluff o se invece è più conservativo. Anche l'età e la razza giocano un grosso fattore.

KL: Tu hai giocato in uno dei più grossi tornei in circolazione, il $50,000 WSOP H.O.R.S.E, ti sei mai sentito intimidito?


Justin:
Ero molto preoccupato per il $50,000 H.O.R.S.E. perchè sapevo che ci sarebbero stati i migliori giocatori al mondo e non sono ancora abbastanza forte nell' H.O.R.S.E. come lo sono nell'Hold’em. Mi manca solo l'esperienza e sto ancora imparando tutte le varianti. Quando ho giocato la prima volta quel torneo ho capito che il campo non è così duro come lo fanno sembrare. C'erano 20 o forse 30 ragazzi davvero ricchi che non avevano interesse a giocare in quel torneo. Non erano neanche lontanamente bravi rispetto al resto dei giocatori. Dpoodichè, c'erano un sacco di no limit pros e non che però non sono comunque giocatori da mixed game il che rende il campo davvero più tranquillo. Credo che la gente non si renda conto che anche se c'è un'alta percentuale di migliori giocatori al mondo in quel torneo, non sono tutti giocatori H.O.R.S.E. .

KL: Cosa pensi che determini il fatto che qualcuno sia considerato uno dei migliori?

Justin:
sicuramente i giocatori di mixed&cash game, come Chip Reese, Barry Greenstein, Phil Ivey, gente che conosce tutte le varianti e che sa davvero quello che fa. Molte persone sbagliano, pensano che alcuni dei giocatori che vedono in televisione siano i migliori giocatori al mondo quando invece sono solo molto più deboli di alcuni tra i giocatori che battono gli high stakes cash games, alcuni dei quali si applicano anche online. I giocatori che battono regolarmente i 200-400 no limit games sono giocatori estremamente talentuosi.

KL: Hai detto di essere andato a più di 200 concerti, quali sono i tuoi artisti preferiti?

Justin:
Quando ho iniziato ad entrare nella musica ascoltavo principalmente rock alternativo, gruppi come Pearl Jam, Smashing Pumpkins, Radiohead, Live, Muse, Counting Crows e li ho visti tutti in concerto dal vivo, sono davvero tutti bravi. Ora sto iniziando ad ascoltare qualcosa di nuovo, emo music come Brand New, gruppi così.

KL: Ti piacciono le side bet?


Justin: Sono molto conservativo; non mi piace scommettere su qualcosa che è compleamente fuori dal mio controllo. Scommetto solo laddove so di essere favorito. L'anno scorso si scommetteva sui giocatori che avrebbero vinto braccialetti alle WSOP e ho trovato un tipo che dava 10 a 1 la probabilità che Phil Hellmuth non avrebbe vinto un braccialetto e penso che ovviamente ne ha vinti così tanti che penso che sia un esempio di scommessa in cui sarò il grosso favorito per vincere.

KL: Come riesci a stare lontano dai vizi del mondo del poker?


Justin: Sono estremamente fortunato; non ho mai avuto nessuna inclinazione a giocare al blackjack o alla roulette o cose del genere. In tutta la mia vita avrò passato due ore su questi giochi, probabilmente meno. Semplicemente non li trovo divertenti. Anche se sono un giocatore professionista, non mi piace giocare in quel senso. Mi piacciono i giochi di abilità e mi piace trovare dei vantaggi ed essere capace di trovare la strategia ottimale. Che è quello in cui sono dentro. In termini di droghe e cose del genere ho avuto la sfortuna di vedere alcuni miei amici buttare via la loro vita. Sono forunato di non avere una personalità debole, ho visto cosa può succedere con questi ragazzi. In generale cerco di vivere una vita del tutto salutare. Tengo tutto sotto controllo.