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Notizie sul poker | Il Mondo del Poker | Gioco d'azzardo e legge

Poker Plus – Acronimi del Poker

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Ogni cosa oggi ha un nomignolo o nickname; per descriverla si usa qualcosa che somiglia ad un alfabeto. Non molto tempo fa questo alfabeto era usato principalmente dalle emittenti TV, ABC, NBC e CBS. Poi sono arrivate le agenzie governative; FBI, CIA o per dirne una per tutte, le Feds . Sembra che ogni nome ufficiale debba essere ridotto senza vocali per essere comprato ovunque.

Anni fa abbiamo cominciato ad usare gli acronimi invece che i nomi. Le World Series of Poker naturalmente sono diventate le WSOP, quattro parole ridotte a quattro lettere rendono il lavoro più semplice per gli scrittori che lavorano all’evento, sono sicuro. Abbiamo fatto in modo che WSOP fosse utilizzato al posto del nome completo. Poi abbiamo contagiato con l’alfabeto del poker ogni cosa che ci è passata tra le mani. Il World Poker Tour è il WPT, l’ Asian Poker Tour è l’ APT, lo Spanish Poker Tour è SPT ed ogni evento di poker che è giunto si è automaticamente “alfabetizzato”.

Per I giocatori di poker, tutte queste abbreviazioni sono soltanto una parte accettata del mondo del poker. Una eccezione comunque è la UIGEA.

A meno che tu non giochi a poker, non conosci nessuno che gioca a poker live che non ha sciuramente letto o sentito della UIGEA. Ufficialmente conosciuta come Unlawful Internet Gaming Enforcement Act, come scrittore, posso dire onestamente di essere fiero di poterla abbreviare in cinque lettere. Ma come giocatore di poker, ora sono tutt’altro che fiero che esista per scriverci a riguardo.

Qualsiasi cosa tu voglia sapere riguardo l’ UIGEA puoi trovarla in altri articoli, sia qui su PokerWorks sia ovunque in internet. Qundi non adro’ troppo nello specifico, tranne che per dire che puzza.
L’intera UIGEA ha cominciato a puzzare come un barile di pesce marcio. I poteri governativi conosciuti non avrebbero mai lasciato che la legge passasse così hanno deciso di trasformarla in una legge che sapevano sarebbe passata. Dopo quello che è il giorno più buio d’America, l’11 Settembre 2001, gli americani hanno ripassato tutte le leggi che contengono la parola “sicurezza”. E sono stati così paranoici sulla sicurezza che è stato impossibile trovare un rotolo di nastro isolante alla ferramenta. Davvero pensavamo che chiudere le finestre con del nastro isolante ci tenesse lontano dalle bombe? Eravamo talmente sensibili alla sicurezza che quando la legge UIGEA fu legata al “Port Security Act” è passata immediatamente, una sfortunata conclusione.

Ma quanto ha influito la UIGEA sui giocatori di poker in America? per questi giocatori la risposta è: non tanto. Grazie ai pochi siti di poker che hanno rifiutato di chinarsi davanti al mercato americano, per i quali il poker online è la maggioranza, come prima che esistesse la UIGEA. Dopositare può essere una sfida, ma di nuovo, questi siti di poker intelligenti che ammettono gli americani ci offrono varie opzioni per aggirare l’ostacolo.

Il lato peggiore è che non ci sono molte scelte per i giocatori Americani quante erano prima. Ora possiamo solo leggere di un mega torneo Freeroll (come il Ladbrokes $20k) e sbavare, perché non possiamo prendervi parte. Questo potrebbe sembrare un esempio di “L’erba del vicino…” perchè sembra che tutti i siti a cui non possiamo pù accedere diano le promozioni migliori, ma nn possiamo approfittarne. O, stando a tattiche finanzarie, i siti non ammessi agli americani offrono le promozioni migliori perché hanno bisogno di attirare giocatori da un target geografico ridotto, fuori dagli USA. Qualsiasi sia il caso, siamo tagliati fuori da questi ottimi affari per i giocatori di poker, semplicemente per colpa della UIGEA.

Ciò nonostante devo domandarmi, perchè i siti di poker che rifiutano di tagliarci fuori, alla lunga non sembrano aver avuto ripercussioni nel permetterci di giocare. Facendomi domandare anche perché tutti gli altri siti che continuano a lasciarci fuori al freddo ne abbiano avute. O c’è qualche imprevista nuvola nera proveniente da una delle agenzie governative? C’è qualche piano segreto di far piovere fuoco e zolfo sui siti che ancora ci ammettono?

Nel frattempo, continuiamo a giocare nei siti in cui siamo i benvenuti, mantenendo l’ardente speranza sul futuro del poker in internet. Stanno soffiando forti venti di cambiamento; con la speranza che uno di questi venga ad annullare la UIGEA.

La stagione politica sembra prospettare la certezza di un nuovo leader in Washington l’anno prossimo. Ogni persona negli USA ha la propria lista personale, la questione è molto importante per loro. Per noi tutti, l’economia è al primo posto; chiunque faccia un pieno di carburante sa che l’economia è un problema grande. Il secondo posto è vario quanto il numero degli elettori. Le questioni più importanti sono: alloggio accessibile, la ricerca di programmi statali e federali per i bisognosi e l’educazione. Ma per i giocatori di poker, un’altra questione importante è il futuro dei nostro diritto di giocare a poker in internet.

Dobbiamo farci una domanda fondamentale, quale danno provochiamo giocando a poker su internet? Dovrebbe essere una scelta personale di adulti responsabili. Si, molte persone hanno problemi legati alle scommesse, ma continueranno ad avere questi problemi a prescindere dalla abilità di giocare online. Coloro che hanno di questi problemi continueranno a scommettere; sia che vengano a las vegas, sia che lo facciano in internet o nel casino locale. Bannare i siti internet non allontana gli scommettitori dalle scommesse . il governo ovviamente crede di doverci proteggere da noi stessi; non abbiamo controllo per cui loro devono arrivare e controllarci. E’ triste che il governo ci consideri una massa di scommettitori degenerati che ha bisogno della loro protezione o scommetteremo fino all’ultimo penny che abbiamo.
Un barlume di speranza per i giocatori di poker è la promessa della nuova amministrazione nella Casa Bianca. Uno dei candidati alla Casa Bianca, Barack Obama, non ha tenuto nascosto il fatto che lui amasse giocare a poker. Ok, forse egli non ne sarà esattamente innamorato, ma si diverte giocando con I suoi amici, ogni volta che ne ha la possibilità, Questo significa che lui rappresenta una speranza per sbarazzarci della UIGEA? Io non ne ho idea ma certamente non farà male all’Alleanza dei giocatori di poker, avere un giocatore nell’ufficio ovale. È un grande passo nella giusta direzione per il fututo del poker su internet, è solo il primo passo di molti. Abbiamo iniziato a sbarazzarci dell’UIGEA e il migliore posto per iniziare è dall’alto.
Se eletto Obama non sarà il primo presidente che si diverte con il gioco del poker:
• Harry S Truman giocava nella sua tenuta da quando era giudice in Missouri, poi senatore di stato, vice-presidente e presidente. Truman in particolare amava ospitare i tornei di poker a bordo del suo yacht presidenziale, mentre attraversa il fiume Potomac. Lui giocava anche quando andava in vacanza in Key West, in Florida. A provare ciò è il suo tavolo da poker che è oggi un oggetto pubblico in Florida. Tra gli amici di Truman che giocavano a poker c’era il senatore del Texas Lyndon B. Johnson, lui stesso futuro presidente. Truman è anche associato con il modo di dire “passing the buck” perchè su una targa sulla sua scrivania si legge “il dollaro si è fermato qui”.
• Richard Nixon è stato introdotto al gioco del poker mentre serviva l’esercito durante la II guerra mondiale. Egli disse che usò i soldi vinti per finanziare la sua prima campagna politica, che ebbe successo, trasformandolo in un membro del Congresso degli Stati Uniti.
• Warren Harding è ben conosciuto perchè giocava a poker nella Casa Bianca due volte a settimana. Una famosa storia racconta che scommise la costosa White House e perse. Il gioco divenne celebre come “The Poker Cabinet” perchè molti membri del Gabinetto partecipavano al gioco regolarmente ogni settimana.
• John F. Kennedy fu ben noto come un avido giocatore di poker. Egli regolarmente ospitava alla Casa Bianca, dove tra i partecipanti regolari c’era il segretario presidenziale Pierre Salinger e naturalmente il vice presidente LBJ.
• Franklin D. Roosevelt, essendo confinato sulla sedia a rotelle a causa della poliomelite, ha avuto tre passioni che lo divertivano visto che la sua attività fisica era severamente limitata. Non solo era un grande lettore e bird watcher, gli piaceva anche giocare a poker, spesso ospitando tornei alla Casa Bianca.

Il poker non è estraneo fin dal 1600 nella Pensylvania Avenue a Washington. Come giocatori di poker, noi possiamo solo sperare che in futuro, il gioco potrà essere regolare un’altra volta e colui che ci rappresenta faccia il meglio per noi, sbarazzarsi della UIGEA.

Fino a quel momento giocheremo dove ci è possibile.
Prendi la tua sedia... ci vediamo lì!