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Notizie sul poker | Il Mondo del Poker | Lontano dal tavolo

La Tavola Rotonda – Conosciamo Amit ‘amak316’ Makhija

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Amit Makhija, conosciuto online come amak316, ha a suo nome un tavolo finale del WPT, un tavolo finale delle WSOP e una vittoria alle FTOPS per oltre $500,000. Le sue vincite in tornei superano i 4 milioni di dollari ed è arrivato ad accumularli giusto in qualche anno.

KL: Quanto è importante secondo te il rispetto nel poker?

Amit: Non credo che il rispetto sia così importante nel momento in cui hai una buona idea di chi siano i giocatori che rispettano il tuo gioco e quali pensano che non lo fai mai. È importante capire sempre come gli altri ti percepiscono al tavolo, ed è anche importante sapere di cosa pensano tu sia capace, in modo che tu possa utilizzare quella informazione per decidere se fare puntate piccole, se bluffare o se tendere una trappola.

KL: Cosa ti porta a rispettare un altro giocatore?

Amit: Il mio rispetto nei loro confronti aumenta quando li vedo agire da osservatori che guardano il tavolo da fuori di volta in volta, quando leggono le mani molto bene e quando utilizzano bene la loro immagine per sfruttare qualche giocatore. Rispetto anche le persone che hanno Ia capacità di giocare da folli, ma che sanno anche quando è il momento di cambiare atteggiamento e giocare per ore pazientemente.

KL: Quale pensi sia il tuo più grande punto di forza nel gioco, e questa è una abilità naturale o qualcosa che hai imparato?

Amit: Penso che la mia forza più grande sia il fatto che provo ad essere molto onesto con me stesso e cerco di non lasciare che il mio ego influisca sul modo in cui prendo le decisioni. Prima di sedermi ovunque chiedo a me stesso “quali sono le mie probabilità di vincita” e se non ho una risposta a questa domanda semplicemente non mi siedo. Sono anche molto bravo a mantenere un certo temperamento, e non lascio che le mie emozioni influiscano sul mio gioco, in questo modo gioco al meglio per una percentuale più alta di volte.

KL: Pensi che il poker sia un gioco che tutti possono imparare e giocare bene o pensi che sia un gioco per talenti naturali?

Amit: Penso che ci siano determinati istinti naturali che possono separare un giocatore molto bravo da un ottimo giocatore, detto questo penso che chiunque sia intelligente possa diventare un giocatore molto molto bravo se ha una mentre aperta e voglia di imparare. Ci vuole un sacco di lavoro, devi essere molto onesto con te stesso ed imparare costantemente dalle persone che hanno più successo di te.

KL: Cosa differenzia il poker come hobby ed quello come carriera? Quali passi compi per monitorare questa cosa?

Amit: Per me un giocatore professionista è qualcuno che prende il poker molto sul serio e prende ciascuna decisione avendo come punto di vista un profitto su lungo termine. Un professionista cerca costantemente di smussare gli errori, prendere le migliori decisioni, giocare con un bankroll protetto, e sedersi a giocare nelle partite che per loro sono più redditizie. Ci sono così tante persone in questa industria che si considerano “professionisti” , ma che hanno carenze in una o due di queste aree, e spesso vanno in rovina. Io cerco di ricordarmi che sono un professionista tutte le volte che mi siedo ad un tavolo.


KL: Che tipo di obiettivi personali ti fissi nel poker?

Amit: Non sono un sostenitore convinto dei risultati legati agli obbiettivi, comunque vincere un braccialetto ed un titolo WPT significherebbe davvero molto per me. Il mio scopo principale nel poker è mai fermarsi nel tentare di migliorare, perché in questo gioco se non tendi sempre al meglio, caschi all’indietro. Il mondo del poker è molto competitivo e vorrei restare in prima linea per tutto il tempo che giocherò da professionista.

KL: Qual’è un grande errore che spesso vedi fare alla gente ai tavoli?

Amit: Un grosso errore che la maggior parte delle persone fa dal vivo è perdere la pazienza. La gente cerca di giocare qualsiasi mano da qualsiasi posizione, e le giocano molto passivamente. Molta gente sarebbe molto migliore se fosse un po’ più tight prima del flop, e se giocasse una minor percentuale di mani in modo più aggressivo. Un altro grosso errore che le persone fanno spesso è di non pensare quale tipo di mano stanno fingendo di avere quando bluffano. Ogni volta che decidi di bluffare nel no limit hold'em devi far finta di avere una mano credibile. Quando giochi contro un buon giocatore devi pensare attentamente cosa hai fatto in tutti i giri precedenti e se la tua linea di condotta è credibile se fai finta di avere una mano forte.

KL: Cosa preferisci, il gioco cash o i tornei?

Amit: Gioco tantissimo ad entrambi per cui questa domanda è troppo difficile da rispondere. I cash games sono piuttosto interessanti per il fatto che costituiscono una consistente forma di reddito, richiedono delle riflessioni a livello molto profondo, e stimolano parecchio a livello intellettivo. Nei cash games puoi creare delle interessanti dinamiche di tavolo che ti permettono di giocarti delle value bets con alcune carte al limite del verosimile o giganteschi bluff.

I tornei sono come una droga. Non c’è desiderio più grande nel poker che vincere un grosso torneo, ma i tornei sono la definizione delle scommesse. La varianza in un torneo di poker è al suo massimo, e c’è poco spazio per azioni non standard, se vinci un torneo tutto quello che vuoi fare è andare oltre e vincerne uno più grande. I successi nei tornei di poker sono entusiasmanti, ed i fallimenti sono oltremodo deprimenti, possono farti sentire un genio o un imbecille, e non c’è proprio una via di mezzo.

Mi piacciono molto entrambe le cose, fortunatamente puoi giocare ad entrambi e non devi scegliere =).

KL: Dove ti vedi tra 5 anni? E tra 10?

Amit: La mia risposta ad entrambe le domande è la stessa. Non mi vedo professionista del poker full time per oltre un paio di anni, ma non ho neanche intenzione di abbandonare completamente la scena. Sto valutando l’idea di metter su un giro di affari probabilmente, e spero di crearmi una famiglia. Il mondo del poker è fantastico ed io non potrei amare di più questo gioco, ma viaggiare per il mondo rende davvero difficile avere una vita normale. Mi piacerebbe essere come Dan Harrington, un giocatore molto rispettato in qualsiasi torneo importante o nei più grandi eventi cash in cui decido di sedermi, ma anche un imprenditore di successo.

KL: Credi che il tuo essere un giovane professionista online ti avvantaggi ai tavoli?

Amit: Penso che essere un giovane professionista online sia assolutamente un vantaggio. Ogni volta che ti siedi in un tavolo di poker e la tua presenza è parte di uno stereotipo ottieni un immediato vantaggio perchè conosci la tua immagine. So che quando mi siedo ad un tavolo tutti coloro che non hanno mai giocato con me prima presupporranno che gioco come uno psicopatico (pensano tutti che tu debba essere come durrrrr o qualcosa del genere). E’ molto utile che io lo sappia perché posso aspettarmi di esser pagato in un sacco di mani grosse e posso fare delle minuscole value bets perchè la gente pensa sempre che io stia bluffando.

Lo stesso avviene per le persone anziane che giocano a poker. Se ti siedi e ti trovi davanti una persona con i capelli bianchi, puoi bluffare quanto ti pare per le prime due ore ed aspettarti di ricevere un sacco di soldi. Gli stereotipi nel poker sono generalmente incredibilmente accurati, e le persone spesso si affidano a loro fino a che non hanno ragione di credere altrimenti, è importante dunque approfittare di questa immagine.

Come una ruota, la Tavola Rotonda è un circolo di avventure e vittorie, sfortune e storie, e racconti di vita rivelati da una serie di protagonisti che potrebbe, o no, esser passata per casa tua in un programma di Tv locale. C’è molto altro nel poker rispetto a quello che vedi in Tv. Anche se non voglio utilizzare tavolozze, dipingerò per voi un’immagine completa, seguendo le vite di alcuni del vostri favoriti (ed altri sconosciuti) giocatori. La Tavola Rotonda è un ciclo di vite in continuo movimento, viste a tutto tondo.