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Recensione di Poker Wizards

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La Cardoza Publishing è conosciuta, tra le altre cose, per il pubblicare libri di poker su cui dei giocatori commentano un singolo o una varietà di argomenti tratti del mondo del poker. Questo trend è cominciato con la pubblicazione dell’ originale Super System di Doyle Brunson, ed è stato recentemente visto in Power Hold’em Strategy di Daniel Negreanu. Un’idea simile si ritrova nel libro di Warwick Dunnett, Poker Wizards. Un pilota di Boeing 747 che si è ritrovato sempre di più a giocare nei tornei di poker, Dunnett ha deciso di intervistare alcuni dei migliori giocatori al mondo (oltre all’esperto del linguaggio del corpo Marc Salem) per avere i loro pensieri su una serie di concetti legati ai tornei di poker. I “wizards (maghi)” approcciati nel libro sono Daniel Negreanu, Dan Harrington, Chris Ferguson, Marcel Luske, Kathy Liebert, T.J. Cloutier, Mel Judah e Mike Sexton.

Dopo un passaggio introduttivo su ogni giocatore, dove ognuno di loro racconta la storia di come è diventato un giocatore di successo, i maghi del poker parlano dei loro approcci con argomenti come strategie nei tornei, aggressività, errori comuni che fanno i giocatori, idee sulle mani di apertura, strategie su mani specifiche, aneddoti, psicologia e gestione del denaro.

Nonostante ci siano dei tratti in cui i capitoli risultano molto simili (in particolare nelle strategie per le mani specifiche, dove c’è un numero molto limitato di modi in cui raccomandano di giocarsi A-A, K-K e simili), l’aspetto più interessante del libro sono le differenze in stile tra i giocatori più conservatori, come Ferguson e Liebert, e gli approcci più loose di gente come Negreanu e Luske.

Una di queste divergenze è l’attitudine dei giocatori nei confronti dei primi livelli di un torneo. Mentre Cloutier ed Harrington rendono chiaro (e chiunque abbia letto i loro influenti lavori sul poker conosce bene questo concetto) che le fiches risparmiate durante la prima parte di un torneo possono essere usate per essere raddoppiate in seguito, Luske tende a giocare una gamma di mani molto più vasta quando i bui sono piccoli, nella speranza di costruire un bankroll grosso velocemente, ed utilizzarlo per ricavarne vantaggio a lungo raggio. Nonostante ammetta che questa sia la causa della sua eliminazione la maggior parte delle volte, egli sdrammatizza dicendo che quando accade, gli permette di fare altre cose nella sua vita, che gli piacciono veramente, con il tempo che non trascorre al tavolo.

La pare migliore del libro sono i capitoli sui giocatori con cui i bravi lettori di poker potrebbero non aver avuto modo di avere a che fare in passato. Mentre la maggior parte dei giocatori hanno letto i libri di Harrington, Negreanu e Cloutier, pochi hanno avuto a che fare con l’esposizione della teoria sul gioco da parte di Chris Ferguson per quanto riguarda la frequenza con cui i giocatori dovrebbero bluffare in un torneo.

Ancora di meno avranno sentito una esposizione che guarda nelle menti di alcuni dei migliori giocatori ospitati nel libro. Quando Mike Sexton racconta che il suo approccio personale ai tornei è cambiato guardando il modo in cui i professionisti lavorano durante il WPT, il lettore è consapevole del fatto che egli rivede e monta centinaia e centinaia di mani per la trasmissione sul WPT ogni settimana, ed è portato a prestare attenzione su cosa Sexton ha imparato nel farlo.

Noi sappiamo che Ferguson è uno dei fondatori di Full Tilt Poker e che ha una profonda esperienza nel gioco online, e quando presenta l’argomento del multi-tabling online dicendo che permette ad un giocatore tight di sentirsi coinvolto in molte più mani, eliminando quindi il fattore monotonia, di cui il giocatore avrebbe potuto avere esperienza, mentre costringe un giocatore più loose a confrontarsi con mani più solide più spesso, capiamo che dietro queste parole ci sono anni ed anni di esperienza.

Un altro argomento importante ed affascinante che ritroviamo nel libro è riuscire a mantenere uno stato mentale appropriato necessario per essere un giocatore di successo, ed anche il ruolo che la fortuna gioca a breve e lungo termine. I maghi discutono dei vari modi in cui i giocatori possono mantenere un atteggiamento corretto nei confronti delle vittorie e delle perdite, e sottolineano la necessità di un’analisi costante del proprio gioco per tracciare i risultati buoni e cattivi, che derivano dal modo in ci si gioca, dalla fortuna e dalla combinazione dei due. Chiunque abbia giocato a poker abbastanza sa quanto sia importante evitare il “tilt”, e ci sono alcune ottime dritte spalmate durante tutto il libro per farlo.

Uno degli argomenti in cui i giocatori non sono d’accordo è il determinare la cifra del bankroll necessaria a giocare regolarmente nei tornei con buy-in di $1,000, dove le opinioni variano da soli $20,000 a $200,000. Comunque, si è universalmente d’accordo che diventare un professionista del poker è una cosa che avviene gradualmente. Tutti gli esperti hanno detto che, a differenza di altre professioni, che tu sia un professionista o meno, è determinato soltanto da quello che mostra il tuo rendiconto di profitto/perdita. Fino a che il denaro che guadagni al tavolo non è consistentemente di più di quello che ti paga il tuo lavoro, mantieni il tuo stipendio, mentre lavori per scalare la vetta del poker.

Per coloro a cui piace che i loro libri di poker siano pieni zeppi di dettagli e strategie specifiche sia per i tornei che per il gioco cash, questo probabilmente non è il libro adatto. Comunque, chiunque stia cercando di migliorarsi in qualsiasi area del loro gioco nei tornei, in questo libro troverà delle vere e proprie perle di saggezza.

Trovandosi davanti una simile varietà di giocatori (e dovrebbe notarsi che nessuno di loro è “estremamente” loose-aggressive), il lettore può passare al setaccio lo scritto e trovare , tra gli altri, lo stile che somiglia alle sue tendenze naturali. Alla lunga, trovare un modo di giocare che collima con la propria personalità e con cui si può avere successo, è probabilmente la più importante scoperta che un giocatore di poker possa fare, e questo libro può aiutare il giocatore con meno esperienza a fare proprio questo.