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Respinte in Toto le Accuse di Clonie Gowen a Full Tilt

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Una battaglia iniziata nel 2008 sembra essersi conclusa nel peggiore dei modi per Clonie Gowen. Era stata lei inizialmente a fare causa a Full Tilt Poker chiedendo danni per circa $40 milioni di dollari per l’infrazione dei termini contrattuali stabiliti tra le parti ma adesso l’U.S. District Court ha giudicato infondate le accuse e pertanto ha rinunciato a procedere in alcun modo. Come se questo non fosse abbastanza, anche Full Tilt ha deciso di far valere i propri diritti contro la Gowen richiedendo un nuovo processo e la rescissione formale del contratto da parte della Gowen.

Il caso Gowen è iniziato nel novembre 2008 quando lei ha fatto causa a Full Tilt Poker, il gruppo che la sponsorizzava come giocatrice professionista di poker da alcuni anni dandole un posto nel Team Full Tilt. La sua accusa faceva riferimento sia a infrazioni dei termini del contratto sia degli obblighi fiduciari ma anche del patto di buona fede, equità dell’accordo e frode intenzionale. Nel complesso ha chiesto danni per $40 milioni.

Nel gennaio 2009 però Full Tilt Poker e la Tiltware LLC hanno avviato istanza per respingere in toto le accuse della Gowen: una mozione che conteneva dichiarazioni secondo cui la serie di mosse della Gowen era dettata dalla sua “sete di pubblicità” per i capi d’accusa contestati ai 13 imputati avrebbero dovuto essere respinti. La risposta della Gowen è stata semplicemente un incremento delle accuse e la richiesta di un’udienza. Nell’aprile 2009 i giudici hanno però respinto gran parte delle accuse per la loro infondatezza, pur mantenendo aperto il caso per tre imputati: Tiltware, Ray Bitar e Howard Lederer. La Gowen ha risposto ancora una volta con una richiesta di estendere il processo e poter ricorrere in appello per le accuse respinte.

Il colpo di grazia per la Gowen è arrivato il 10 febbraio 2010 quando il giudice della corte distrettuale Robert Jones ha deciso di respingere in toto le richieste della Gowen evidenziando l’incapacità del suo avvocato di produrre prove concrete a sostegno delle accuse soprattutto perché non è stato possibile stabilire quali fossero i termini dell’accordo inizialmente stipulato con Full Tilt. La decisione del giudice ha affermato che “dopo tre revisioni, è chiaro che non c’è risposta.” Ha quindi concluso dicendo che “pertanto, non è plausibile che una partnership, limitata o generale, sia stata offerta.”

Non ci sono invece stati comunicati ufficiali in merito alla possibilità che Full Tilt ritiri le accuse a sua volta mosse alla Gowen ma nemmeno la Gowen ha confermato di voler soddisfare la richiesta di una rinuncia ufficiale al contratto.