Cookies on the PokerWorks Website

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue without changing your settings, we'll assume that you are happy to receive all cookies on the PokerWorks website. However, if you would like to, you can change your cookie settings at any time.

Continue using cookies

Notizie sul poker | Tornei | Tornei di Poker Online

Grinding Online - Una Vittoria in Torneo!

Condividi
Si dice che per definizione che la pazzia sia ripetere più e più volte la stessa cosa attendendosi risultati diversi.  Una tale azione non si potrebbe adattare meglio che al poker dove si può incappare in serie di ripetizioni nelle quali si fa più volte lo stesso errore di base nel gioco.  Avendo patito una brutta serie di colpi recentemente dovuti principalmente ad errori commessi da me, ho deciso di cambiare un po’ stando lontano dai cash games e dalla mia solita selezione di tornei turbo per dedicarmi invece ad un torneo con una struttura più lenta e che richiede maggiore pazienza. Ho aspettato una serata tranquilla prima di un giorno di riposo ed ho scelto un torneo Poker Stars ’ da $4 + .40, 8 giocatori per tavolo, 1’000 giocatori massimo, no limit hold’em.

La cosa migliore di questo particolare torneo è che a dispetto del buy-in molto basso ogni giocatore inizia con uno stack da 3’000 chips, i livelli dei bui sono da 10 minuti (che per chi è abituato ai 5 minuti della struttura turbo sono molto più che comodi) e invece di avere un quarto livello da 50-100, ed un settimo da 125-250-25, qui il quarto livello è solo da 25-50, ed il settimo livello è da 50-100-10 ed i livelli successivi salgono più lentamente. Questo significa che chi vuole prendersi il tempo per stabilire una propria immagine al tavolo ha tutta la comodità per farlo senza sentirsi sul collo la pressione dei bui. Inoltre, questa struttura permette di avere più tempo per valutare meglio gli avversari al tavolo, capire chi è pronto a giocarsi tutto con maggiore facilità e senza mani ottimali, permette di capire chi è super-aggressivo e chi sa lasciare i propri bui senza difenderli troppo.

Ora dovete sapere che non ho mai vinto un torneo con grosso field prima d’ora. Ho vinto un buon numero di sit’n go da 45 e 180 giocatori ma mai un torneo che richiedesse più di due ore di gioco mantenendo la concentrazione per tutto il tempo. Inevitabilmente, sono andato piuttosto avanti ma o ho compiuto errori di base o mi sono ritrovato short-stacked e costretto a giocare all-in mani non degne. In questa occasione ero determinato a restare concentrato ho anche deciso di cercare di essere un po’ imprevedibile e cercare le occasioni buone per mettere pressione sui miei avversari.

Avevo quasi raddoppiato con una coppia di assi contro un giocatore che aveva A-Q ed aveva floppato un queen.  Questo mi aveva messo in condizione di sfruttare le occasioni per rubare i bui ma ha anche dato ai miei avversari la convinzione che io giocassi solo carte di qualità (nulla ha maggiore impatto che scoprire una coppia di razzi nelle prime fasi di gara).  Mi sono lentamente creato uno stack ed ho atteso le occasioni buone per attaccare giocatori che al tavolo sembravano pronti a vedere quasi ogni flop.  Il momento buono è arrivato quando sono andato a vedere il flop di un piatto con 6 limp ed io avevo in mano una coppia di due. Il flop ha dato 2-K-Q rainbow ed uno dei giocatori aggressivi ha aperto con una puntata pari a 2/3 del piatto venendo chiamato da uno dei chip leader del tavolo. Io ho rilanciato a quattro volte quella somma e sono stato chiamato solo dal giocatore che aveva inizialmente puntato. Quando il 9 è calato al turn ero preoccupato lui potesse avere la scala ma ho giudicato più probabile avesse puntato con un king dopo il flop così sono andato all-in e lui mi ha chiamato con K-9.  Il river non lo ha aiutato ed il mio stack è salito ad oltre 17,000 ad un livello nel quale 5,700 aveva un M di 20, fatto che mi permetteva di avere ancora più tempo per cercare le occasioni migliori per accumulare chips.

Una delle cose più importanti da ricordare in un lungo torneo è di restare concentrato ed essere paziente quando non si ricevono carte che permettono di far crescere il tuo stack. La cosa più importante in queste fasi è evitare di giocare più chips di quelle che si dovrebbero e piuttosto aspettare che i bui siano su giocatori più propensi a lasciarseli rubare così da restare a galla. Le successive 70 mani del torneo per me sono state qualcosa del genere.

Un’altra cosa da ricordare in un torneo del genere è saper giocare più liberamente contro chi non ha la possibilità di eliminarti dal torneo. Alla mano #160, io ho rilanciato da late position con K[d]-J [h], venendo rilanciato ulteriormente da un giocatore che aveva 5,000 chips meno di me. Io ho deciso di chiamare quella puntata dato che avevo enormi pot odds per farlo dato che lui aveva giocato solo un rilancio minimo. Il flop è stato 9-2-5, tutto a quadri. Io ho fatto check e lui ha puntato metà del piatto. Il mio maggiore timore era che lui potesse avere l’A[d] ma ho deciso di metterlo alla prova ed ho rilanciato all-in con il progetto di colore e due over cards.  Lui ha deciso di accettare la sfida chiamando con A-Q, e nessun quadri.  Io al river ho trovato un king e sono tornato ad avere un M di oltre 20.  Ho deciso di rischiare in quell’occasione perché perdere il piatto mi avrebbe comunque permesso di arrivare a premio invece vincendolo avrei avuto la possibilità di andare molto avanti. Bisogna infatti ricordare che i premi veri in un torneo come questo arrivano solo al final table e questo deve essere l’obiettivo fin dall’inizio.

Per vincere un torneo bisogna anche essere in grado di vincere coinflips nei momenti cruciali. La successiva grande mano mi ha visto giocare un rilancio con una coppia di otto (con un M di circa 7), e poi chiamare un re-raise per il resto delle mie chips. Il mio avversario aveva A-Q ma la mia coppia ha retto portandomi ad oltre 100,000 chips e ancora più importante mi ha portato ad essere il secondo stack al tavolo. È inoltre importante essere in grado di cambiare marcia quando necessario.  Ero lo small blind in un piatto che non aveva ancora visto puntate ed avevo A-9 offsuit. Ho rilanciato ma solo per vedere il big blind, che aveva più chips di me, giocare un re-raise. Avevo foldato un paio di volte in occasioni simili in precedenza. Questa volta però ho deciso di andare all-in costringendolo al fold. Ho poi trovato un rapido raddoppio vincendo un altro race con il classico pocket queens contro A-K.

Con l’avvicinarsi del tavolo finale ho guadagnato la prima posizione in classifica rilanciando con una coppia di jacks, venendo costretto all-in dal giocatore che in quel momento era il chip leader. Io ho chiamato ed il suo A-3 non è migliorato. Sfortunatamente, ho perso la prima piazza appena iniziato il tavolo finale quando il mio A-Q è stato battuto da un A-K.

Rimasti sei giocatori si è materializzata la mano critica del torneo. Io ero in seconda posizione e mi sono visto servire una coppia di dieci con la quale ho rilanciato quattro volte il big blind.  Il big blind, che aveva lo stack più grande al tavolo ed aveva giocato in modo piuttosto solido, ha rilanciato altre quattro volte il buio. A questo punto avevamo giocato per quasi sei ore ed erano le due di notte passate ed io ero in piedi dalle cinque del giorno prima. Devo dire che non ho riflettuto molto a lungo ma vedendo la mia mano ho deciso di andare all-in. Lui ha chiamato con una coppia servita di queens. È stata questa una delle classiche giocate troppo aggressive che più di una volta mi è costata l’eliminazione dai tornei. Mentre flop, turn e river venivano girati senza nemmeno un 10 io pensavo che almeno ero riuscito ad arrivare al tavolo finale. Questo prima di accorgermi che sul tavolo c’erano quattro carte a picche ed io avevo il 10[s]!  Yahtzee!

Da quel punto in poi ho rapidamente eliminato tutti i giocatori ancora in gara grazie ad una serie fortunata di carte. Quando l’heads-up è iniziato, avevo un vantaggio di quasi 5 a 1 ed io ho mantenuto alta la pressione. Infine ho giocato un limp dal bottone con A-J sperando di ricevere un all-in e così ha fatto il mio avversario con A-6. Io ho floppato un jack ponendo fine al torneo.

Anche se ho letto numerosi libri su come si vince un torneo con grosso field vincerlo davvero è tutt’altra cosa.  Ho capito di avere le capacità (ed anche la fortuna) necessarie per raggiungere un tale traguardo. L’ho fatto una volta e sono ancora più voglioso di ripetere l’impresa.