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Una Recensione di The Godfather of Poker

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Ci sono vite che trascorrono tranquillamente e che interferiscono su poche altre e che lasciano piccoli segni o nessun segno affatto nel mondo. E poi ci sono vite come quella di Doyle Brunson così ricche e vaste come gli spazi aperti del Texas da dove lui viene. Una vita piena di rischi e avventure come nel migliore film di Indiana Jones.  La pubblicazione di The Godfather of Poker: Doyle Brunson - un’Autobiografia, scritta in collaborazione con Mike Cochran, ci permette di ripercorrere la vita di colui che è probabilmente la figura più influente per l’ascesa del poker in America.  Cosa ancora più importante, si tratta di un onesto auto-esame di un uomo che ha visto e fatto cose che basterebbero a riempire 100 vite.

Brunson ha già scritto in passato in merito a molte delle storie e dei personaggi che appaiono qui è però questa la prima volta in cui offre un’analisi di come è passato dall’essere un ragazzino cresciuto in una piantagione di cotone in una piccola città del Texas, per poi diventare un atleta di college impegnato in svariati sport nei quali si è dimostrato così bravo da essere considerato una promessa per l’NBA, fino a diventare un leggendario gambler e l’uomo d’affari che conosciamo adesso. La storia è una di quelle che appassionano e lungo il percorso ci vengono presentate le persone che hanno affiancato Brunson in tutta la sua vita. Ci vengono presentati i suoi partner come Road Gambler, Amarillo Slim Preston e Sailor Roberts, il noto Tony Spilotro (il personaggio interpretato da Joe Pesci nel film Casino), Jack e Benny Binion, Chip Reese, ed una moltitudine di altre figure leggendarie che hanno influito sulla vita di Brunson. Cosa forse ancora più importante ci viene offerto un approfondimento sulle relazioni familiari di Doyle: di un padre che parlava poco e non ha mai espresso alcun sentimento per il figlio ed una madre dalla quale Brunson ha appreso la sua professione fino alla interessante figura della moglie Louise con la quale ha condiviso una miracolosa guarigione dal melanoma e la tragica morte della loro figlia e dalla quale ha imparato a vivere con fede per il resto della propria avventura.

Mentre il grande pubblico conosce Doyle Brunson per aver vinto 10 volte un bracciale alle WSOP o per aver fatto la storia come giocatore di poker high stakes, questo libro ci permette di conoscere gli alti e bassi tipici della vita di ogni gambler.  Scopriamo così un Brunson che ha perso milioni di dollari in partite di golf, ha lasciato fortune in un gran numero di business falliti, ha trascorso un periodo in prigione, ha avuto a che fare con la IRS e con l’FBI, ha visto la propria vita messa a repentaglio più volte ed ha perso alcune delle persone che gli erano più vicine. Numerose di quelle morti sono state dovute, come nel caso di Sailor Roberts e ovviamente Stu Ungar, direttamente all’uso di droghe - un argomento trattato più volte nel corso del libro dato che per questa ragione ha perso numerosi cari amici.

Proseguendo nello scorrere della vita di Brunson, lui offre un candido resoconto anche dei fallimenti in varie sfere della sua vita mentre si dimostra giustamente orgoglioso dei successi raggiunti.  È un uomo chiaramente soddisfatto delle scelte fatte nella sua vita, in particolare per quanto riguarda la professione scelta. Anche se numerose volte nel corso della sua vita ha ricevuto pressioni per orientarsi verso una professione più rispettabile di quella di giocatore di poker, ha dimostrato una grande abilità nel seguire il proprio istinto nonostante il rumore che lo circondava e la diffusa disapprovazione. Si è così concentrato ed ha tenuto fede alla sua guida interna sapendo che solo così avrebbe potuto dare il meglio di sé e trovare il massimo del piacere.  Per molti aspetti, questa parte della biografia segue gli standard di quasi ogni persona di successo.  Ha trovato qualcosa che lo appassionava e ci ha lavorato per cavarne il meglio raggiungendo infine il successo.

L’autobiografia di Brunson sembra spesso lo sceneggiato di un film per la portata delle storie raccontate e per la grandezza dei personaggi. Da Minnesota Fats a Titanic Thompson, da Oscar Goodman a Johnny Moss, il lettore è sempre interessato pagina dopo pagina. Tra trionfi e tragedie, The Godfather of Poker è una lettura irresistibile.