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Notizie sul poker | Il Mondo del Poker | Lontano dal tavolo

Giocare per Gioco!

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Se avessi l’occasione per insegnare a qualcuno che ti sta a cuore come giocare a poker, lo faresti?Lo fareste avendo consapevolezza del grande ammontare di tempo richiesto per apprendere l’arte di puntare, l’abilità di leggere la puntata di un giocatore, studiare e creare una gestione del bankroll, il tempo che si sottrae alle attività sociali ed il fatto che le persone possono talvolta lasciarsi prendere troppo dal gioco - specialmente se hanno qualche tipo di disturbo compulsivo o tendente alla dipendenza (ricordate che non sempre si nasce con questa etichetta, qualche volta sono le occasioni che si presentano casualmente a far emergere il lato peggiore)?

La magia del tavolo da poker è sempre grande e forte quando il mazzo ci sorride, quando trovi una grossa mano che resta grande o migliora, quando sei ai blind con spazzatura ma nessuno rilancia ed il flop porta in mezzo al tavolo proprio quello che ti serve; e se hai rilanciato dal bottone con 5-6 offsuit, vinci il piatto con altri 8 che hanno chiamato. Quelli sono i giorni in cui il poker si fa sentire, in cui è in cima alle priorità.  

Possiamo però anche fare un grosso tuffo nel baratro quando qualsiasi cosa proviamo a fare finisce in rovina. Ma bisogna passare oltre a questo. Se giochi a lungo a poker passerai attraverso entrambe le fasi anche se il peso prevalente lo avrà sempre quella del tuffo nel baratro rispetto ai momenti di picco. Il giusto mezzo sta el saper gestire il proprio denaro, lasciare quando si deve, giocare ad un limite nel quale si possono anche subire svariate sessioni in perdita e saper smettere di giocare quando è giunto il momento di farlo.

Tutti coloro che giocano a poker da anni sottolineano sempre il fatto che bisogna mantenere la propria vita in ordine, avere i fondi per giocare a poker e pensare alla famiglia prima di tutto (se si ha una famiglia da mantenere), in altre parole bisogna controllare il poker e non farsi controllare da lui.  Molti tra coloro che giocano una volta ogni tanto pensano di aver scoperto da subito nel poker la loro nuova professione e ci si buttano a testa bassa: alcuni diventano grinders, altri diventano carne da macello.  

Il poker è più che un gioco. Quanto più a lungo giochi tanto più complesso esso diventa. Quanto più lo studi tanto più le sue trame si fanno intricate. La vecchia scuola del poker è stata spazzata via da una nuova visione molto più aggressiva. È difficile decidere cosa sia davvero l’arte del giocare quando si assiste da spettatore ad un evento del WPT, quando si guardano gli High Stakes Poker o qualche episodio del Late Night Poker o anche i November 9 che si giocano il titolo di campione del WSOP Main Event.  

Cosa serve per diventare un campione?  Ma la domanda più difficile è cosa serve per rimanere un campione? Questa non è una domanda fatta tanto per fare: essere un campione significa sapersi gestire quando si vince e quando si perde. Questo ci porta alla domanda iniziale, insegneresti a giocare a poker a qualcuno che ti sta a cuore?