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Strategia di poker | Strategia per Principianti

Grinding Online - Fortuna nel Poker

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Dicono che il poker sia un gioco di abilità.  Tutti vorremmo credere che questa affermazione sia davvero specchio della realtà e che ogni volta che giochiamo al meglio vinciamo. Ciò nonostante, sappiamo per esperienza che il fattore caso connesso alle carte sarà sempre fortemente determinante nel determinare quanto denaro vinceremo o perderemo in una sessione o torneo. Ad esempio, in un mio precedente articolo sulla vittoria in un torneo, ho descritto una mano del final table nella quale io ero all-in a rischio eliminazione con in mano una coppia di dieci contro una di queens, ma in quell’occasione ho trovato quattro carte per il colore che mi ha permesso di battere il mio avversario. Quella singola mano ha fatto la differenza tra un sesto posto ed una vittoria - dove infatti sono arrivato - dato che mi ha portato in testa in una condizione che mi ha permesso di dominare il tavolo finale.

Phil Hellmuth una volta ha detto, “se non fosse per la fortuna io vincerei ogni torneo.”  Anche se sono pochi i giocatori di poker che hanno un ego inflazionato come quello di Mr. Hellmuth, fino ad un certo punto, quasi ogni giocatore la pensa così. Quando le nostre coppie di assi vengono battute da 6-4 offsuit, o quando l’avversario chiude un colore runner-runner proprio ogni volta in cui gli serve è facile pensare che non avremo mai il controllo sul fattore fortuna.  Per qualche ragione sembra inoltre più facile ricordare quelle occasioni piuttosto che quelle in cui eravamo noi all-in e a rischio eliminazione ma la fortuna h fatto il nostro gioco con qualche carta miracolosa.

Il campione del Main Event 2009, Joe Cada, ha visto una serie di mani estremamente fortunate per lui al tavolo finale floppando set con sia coppie di tre sia coppie di due contro coppie superiori quando tutto il suo denaro era al centro del tavolo. Dopo il torneo ha affermato che non oserà più parlare di cattiva sorte al tavolo. Forse serve un tale clamoroso successo per permettere alle persone di capire che non sempre ci si trova dal lato sfortunato di un evento.

Gli psicologi affermano che i giocatori di poker, come gli altri giocatori d’azzardo, tendono a provare maggiori brividi dalle perdite che dalle vincite e che nell’antro più scuro e nascosto della loro mente preferiscono in realtà perdere piuttosto che vincere. Forse è questa la ragione per cui la cattiva sorte sembra avere un impatto più consistente della buona sui giocatori.  Ripensate per qualche istante ad una mano che vi ha tenuti svegli la notte. Molto probabilmente era una mano nella quale è stato il vostro avversario a chiudere il punto miracoloso al river e voi avete passato tutto il resto della serata a ripensare a quell’evento. Vi sarete chiesti “se solo avessi” e “se invece”.

Allora come difendersi dalla tendenza a pensare di essere inseguiti dalla sfortuna come una nuvola nera che ci sta sulla testa? Ecco alcuni suggerimenti: primo, io raccomando di scrivere un breve resoconto di ogni mano vinta o persa quando eravate favoriti o sfavoriti almeno 4 a 1. Facendo così scoprirete che sul lungo periodo le due percentuali tenderanno all’uguaglianza. Secondo, suggerisco che il più spesso possibile andiate all-in in tornei solo contro giocatori che hanno meno chips di voi. In questo modo anche un terribile brutto colpo vi permetterebbe di restare in gara.  Inoltre credo che faccia bene ricordare subito tutte le cose fortunate che ci sono capitate nella vita appena si patisce un brutto colpo. Prendete un lungo respiro e ricominciate con l’atteggiamento giusto. Non fate come molti giocatori che appena patiscono un brutto colpo che gli fa perdere la maggior parte delle chips buttano nel mezzo subito dopo anche ciò che gli resta sfidando gli dei del poker a farlo di nuovo e si sentono quasi soddisfatti quando la loro auto-profezia si realizza ancora una volta.

La fortuna nel poker è casuale. Ci sono serie di eventi nei quali chiuso set con pocket pairs otto volte di fila e altre volte in cui non ne chiudo uno per settimane. Mi sono visto servire 50 mani consecutive nelle quali non mi è stata data una carta superiore all’8 e poi mi sono ritrovato con coppie di assi, kings o queens in sei mani consecutive tutte comunque perse! È tutto parte del flusso del gioco.  

È stato detto che la libera volontà non è in grado di controllare le circostanze che intervengono nelle nostre vite ma ci permette di rispondere in modo appropriato a queste circostanze. Questo vale anche per la fortuna nel poker.  

È facile dare la colpa a quel pessimo giocatore che ha vinto tutte le nostre chips o al sito che ha servito quella mano. È molto più difficile limitarsi a sorridere, prendere un lungo respiro e semplicemente imbarcarsi nella successiva grande avventura.  Il Poker è un gioco nel quale la nostra capacità di controllo e reazione viene messa a dura prova. Saper rispondere agli eventi casuali con auto-controllo è la via per il successo sul lungo termine. Anche se non avremo mai una serie così fortunata con un tempismo così perfetto come quello di Joe Cada a novembre, dobbiamo saper aspettare e godere delle opportunità positive che certamente ci capiteranno focalizzandoci il meno possibile su quelle negative.